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elementi architettonici romanici

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elementi architettonici romanici

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Tutti i diritti riservati. Sempre a Tuscania si erge la splendida chiesa di San Pietro, caratterizzata da un raffinato rosone opera dei maestri comacini. Oltretutto San Clemente a Casauria sembrerebbe in alcuni punti essersi ispirata al modello pugliese della chiesa del Sepolcro di Brindisi[6], mentre lo stile pugliese, con tocchi marcatamente orientali, è visibile sia nella chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta (nella Marsica) e nell'abbazia di San Giovanni in Venere sulla costa teatina. Precedente. La serie continua di loggette ad altezza di "matroneo", racchiuse da arcate cieche, che cingono tutt'intorno il duomo, creano un ritmato effetto di chiaroscuro, molto copiato in costruzioni successive. Un'ulteriore ispirazione avuta dall'architettura islamica è costituita dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò (1172), di cui è pervenuto fortunosamente il nome dell'architetto Gherardo il Franco e il mandante Teostericto Abate di Taormina che fece ricostruire l'edificio a sue spese (è probabile che la ricostruzione, data la vicinanza di date, sia dovuta ad un crollo avvenuto durante il terremoto del 1169). Ciascuno degli elementi terminali costruiti in serie, a scopo di riparo o anche solo decorativo, sul coronamento delle opere fortificate e di vari edifici, pubblici e privati, del passato. Il rosone a sedici bracci è fiancheggiato da due sfingi. Di seguito la risposta corretta a Elementi architettonici gotici Cruciverba, se hai bisogno di ulteriore aiuto per completare il tuo cruciverba continua la navigazione e prova la nostra funzione di ricerca. Nel campanile della cattedrale di Gaeta sono fuse esperienze spaziali tardoromane e bizantine accanto a temi islamizzanti, e risale alla seconda metà del XII secolo; in seguito al rifacimento della vecchia cattedrale appare oggi completamente isolato dall'originario contesto. Altre influenze si riscontrano nella chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo a Lecce (con echi borgognoni, 1180) o nel duomo di Troia (con influssi pisani nel registro inferiore, armeni nei rilievi appiattiti sull'architrave, musulmani nei capitelli, bizantini nelle porte bronzee, terminata nel 1119). A parte il caso pugliese, da Roma in giù il romanico tende a farsi più raro e a mescolarsi con caratteristiche di provenienza bizantina ed araba. La basilica poté dirsi conclusa solo nel XIV secolo, ma nonostante ciò costituisce un insieme unitario e coerente tra le varie esperienze artistiche a cui è stata soggetta nel corso dei secoli. Iniziata dal doge Domenico Contarini nel 1063 su un edificio preesistente, fungeva da cappella palatina di Palazzo Ducale e non dipendeva dal patriarca di Venezia. Gli edifici romanici avevano torri smussate. Nelle Marche i modelli offerti dall'architettura lombarda ed emiliana vengono rielaborati con originalità e combinati con elementi bizantini relativi all'uso di modelli a pianta centrale. Di straordinario pregio e importanza è il corredo scultoreo composto dai celebri rilievi di Wiligelmo e dei suoi seguaci. Il glossario dell'architettura gotica contiene tutti i termini che descrivono lo stile gotico. ), anche per la scarsità di documentazione. In epoca romanica la scultura invade letteralmente tutti gli elementi architettonici: timpani, capitelli, architravi... Una caratteristica della scultura è la rappresentazione simbolica e stilizzata dell’oggetto da rappresentare. L'estetica della Sicilia isolana si estese rapidamente anche nella Sicilia peninsulare, ossia alle attuali regioni di Calabria e Basilicata. Lo stile fiorentino non ha avuto la diffusione del romanico pisano o lombardo, tuttavia la sua influenza fu determinante per i successivi sviluppi dell'architettura, in quanto ha costituito la base alla quale attinsero Francesco Talenti, Leon Battista Alberti, Filippo Brunelleschi e gli altri architetti che crearono l'architettura del Rinascimento. Talvolta vennero impiegati per decorare più complessi e vari spazi architettonici, come i chiostri di San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura (prima metà del XIII secolo), con coppie di colonne dai fusti alternativamente lisci, tortili o intrecciati e più o meno mosaicati. La pianta è a croce greca con cinque cupole distribuite al centro e lungo gli assi della croce, raccordate da arconi. Questo stile fu utilizzato per il restauro e la ricostruzione di complessi monastici già esistenti da secoli, come il monastero di San Benedetto in Perillis (L'Aquila), la chiesa di San Paolo di Peltuinum e l'abbazia di San Clemente a Casauria e la basilica valvense di Corfinio. Tipica delle chiese di origine monastica, solitamente a una sola navata, è la presenza di cripte come per esempio nell'abbazia di Farneta a Cortona[2] e nell'abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata che addirittura presenta il motivo nordico della facciata tra due torri. Vi si riscontra un'originale decorazione bicroma, tramite l'uso di mattoni bianchi e rossi, e per la prima volta in Italia la facciata appare decorata da sculture, in questo caso da bassorilievi finemente scolpiti e traforati con tralci ed animali ispirati forse alle stoffe sasanidi della Persia. Campobasso è la città dove il romanico è meglio conservato nella parte alta del borgo, con la chiesa di San Giorgio, del XII secolo, sorta forse su un tempio pagano[13], la chiesa di San Bartolomeo e la chiesa di San Leonardo.Tuttavia, a causa di saccheggi e disastri naturali, anche le architetture molisane, come quelle abruzzesi, subirono diversi rifacimenti, attualmente mostrano degli stili discordanti e non omogenei. L'influenza cluniacense è palesata ancora una volta nella distribuzione dei volumi degli ambienti connessi, come nel sistema di illuminazione. Invia ad un amico *: *: * Rimuovi questo prodotto dai miei preferiti Aggiungi questo prodotto ai miei preferiti. Molte sono di origine monastica e sono dovute alla presenza di vari ordini, antichi come i benedettini o di nuova origine (riformati) come quello cluniacense o quelli dei camaldolesi e dei vallombrosani. Esso è riscontrabile nella zona centrale della Chiesa di San Giovanni a Mare e nel pregevole chiostro del Convitto Nazionale in Piazza Dante: particolarmente interessanti risultano i capitelli e le colonne zoomorfe e antropomorfe. L'arte micenea è presente ancora in Grecia con reperti architettonici. Il duomo di Gerace (1045) costituisce un esempio efficace del gusto calabrese, dalla resa piuttosto semplice e spoglia, probabilmente perché appartenente alla prima fase dello stile. I mosaici presentano uno schema più originale rispetto all'"osservanza" di stretta della Martorana. La basilica di San Zeno a Verona è l'esempio più diretto di derivazione dal duomo modenese. Graeme Haunholter è un fotografo e designer canadese che attraverso i suoi scatti cattura gli elementi architettonici e urbani. In entrambi sono attestate più influenze, che vanno dalle esperienze cluniacensi nella zona dell'abside, agli archetti pensili tipicamente lombardi (a Cefalù), a quelli intrecciati (a Monreale) di influenza araba, alle due torri in facciata che ricordano modelli transalpini, introdotti dai Normanni. L'interno è coperto da preziosi mosaici che furono realizzati in un arco di tempo che va dall'inizio dell'XI secolo al XIII secolo (senza contare i rifacimenti rinascimentali e le aggiunte in facciata del Sette e Ottocento). La facciata ricorda il profilo di quella di San Nicola, ma non è tripartita da lesene e non presenta le torri e il protiro. Influssi pisani si trovano in diversi punti dell'area mediterranea, come anche le coste dell'Adriatico (Puglia, Istria). Castel Coira in Val Venosta è un edificio che presenta elementi architettonici romanici, gotici e rinascimentali. Questi elementi architettonici creano infatti profondità e chiaroscuro, con il conseguente aumento della prospettiva: la facciata appare infatti luminosa mentre i loggiati formano degli antri scuri. Nel Lazio settentrionale molti edifici, specie nei centri minori rivelano l'opera diretta di maestranze lombarde, specie nei pilastri o nelle volte[5] Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 Il gran flusso di persone determinò la ricezione di una grande varietà di influssi che si manifestò anche in architettura. Elementi di possibile influsso bizantino sono i matronei e la cupola ellittica con coronamento a bulbo, posta alla maniera "lombarda" all'incrocio dei bracci. Successivo. Mappa Apri la mappa; video : Castel Coira; 1540211024_D_RS193157_9897-churburg-bei-schluderns.JPG La presenza di elementi a contorno della … Il resto del Veneto fu dominato dalle influenze bizantine che filtravano da Venezia, ma una citazione di modi lombardi è riscontrabile nei due ordini di loggette lungo la zona absidale della chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano. Edifici normanni con influenze arabe sono dunque a Palermo edifici come la Zisa (1154-1189 circa), ispirata concettualmente alle sale di rappresentanza fatimide e riccamente decorata da muqarnas; la Cuba (1180); l'impianto arabeggiante tanto della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (1140 circa), a pianta cruciforme, quanto della San Cataldo (1161 circa). Nella sala di Ruggero I al Palazzo dei Normanni si trova anche un unico ciclo profano con scene di giardini e di caccia, svaghi preferiti dei sovrani, che riprende un'iconografia tipica dei palazzi arabi. A Santa Maria in Trastevere (1140-1148) si trova un'interpretazione molto tradizionalistica con colonne ioniche architravate, seppure sormontate da un ordine superiore a lesene tra cui si aprono le finestre. Il motivo delle doppie torri rimanda a esempi transalpini, ed è spiegabile anche con la presenza normanna degli Altavilla. Fra le architetture più interessanti, solo per citarne alcune, spiccano la basilica di San Gavino a Porto Torres (ante 1065), la cappella palatina di Santa Maria del Regno di Ardara (SS), la cattedrale di Sant'Antioco di Bisarcio a Ozieri, la basilica di San Simplicio a Olbia, la chiesa di San Nicola di Silanis a Sedini, la cattedrale di Santa Giusta dell'omonimo centro (OR), la chiesa di Santa Maria di Uta (CA), la basilica di Saccargia a Codrongianos e San Nicola a Ottana (NU). Edificio romanico? Uno degli edifici più rappresentativi è la basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Anche in Corsica vi furono interessanti manifestazioni del romanico, caratterizzate da contatti con ambienti soprattutto toscani come nel caso della (cattedrale di Santa Maria Assunta di Lucciana, chiesa di San Michele a Murato, Santa Maria Maggiore a Bonifacio, ecc.). In Liguria il linguaggio stilistico lombardo venne ulteriormente filtrato e mischiato con influenze pisane e bizantine, come nel duomo di Ventimiglia o nelle chiese genovesi di Santa Maria di Castello, San Donato, Santa Maria delle Vigne e San Giovanni di Prè, compresi i corredi scultorei originari. Le pievi rurali, dovendo assicurare una maggiore capienza, sono spesso a tre navate e triabsidate e più influenzate dalle scuole artistiche delle vicine città, anche se non sono prive di influenze lombarde, dovute a maestranze itineranti padane, come la pieve di Monterappoli[3] che è la prima di una serie di chiese della Valdelsa e come la pieve di San Leonardo ad Artimino, la Pieve di San Pietro a Romena, la Pieve di San Pietro a Gropina. La Puglia e i suoi porti erano usati dai pellegrini diretti in Terrasanta e furono anche il punto di partenza per molti crociati nel 1090. Nella zona aquilano-vestina gli esempi più importanti sono il complesso della chiesa di Santa Maria di Bominaco, con l'oratorio di San Pellegrino[7], sorta nel luogo della primitiva chiesa dove venne sepolto nel IV secolo il tal Pellegrino[8],la chiesa di San Paolo di Peltuinum a Prata d'Ansidonia, l'abbazia di Santa Lucia a Rocca di Mezzo e la chiesa di Santa Maria ad Cryptas presso Fossa; nelle zona marsicane e peligne le facciate della Cattedrale di San Panfilo di Sulmona, del Duomo di Corfinio, della chiesa di Santa Maria della Tomba, sempre a Sulmona, gli interi complessi della chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo dei Marsi e della Basilica dei Santi Cesidio e Rufino a Trasacco. Per esempio l'interno a cinque navate con colonnati (anticamente a croce greca, ampliato a pianta latina da Rainaldo), ispirato alla scomparsa cattedrale romanica di San Martino a Lucca, ha una spazialità tipicamente paleocristiana. La datazione del battistero è stata a lungo discussa (edificio romano trasformato in basilica? Quindi abbatterla, avendo cura di salvaguardare intatte alcune porzioni (pareti o elementi architettonici) in modo da poter sempre ricordare da dove siamo partiti. Elementi tipici del romanico pisano sono l'uso dalle loggette pensili, ispirate all'architettura lombarda, ma moltiplicate fino a coprire su ordini diversi intere facciate, e di arcate cieche, il motivo della losanga, una delle caratteristiche più riconoscibili, derivato da modelli islamici nord-africani, e la bicromia a fasce alternate, derivata da modelli della Spagna musulmana. Trattazione sintetica sull'arte paleocristiana: la forma della chiesa venne copiata dal tribunale romano, la basilica, i... Breve appunto sull'arte dei Longobardi: il frontale di Agilulfo in bronzo dorato lavorato a sbalzo e L’Altare del duca R... Recensione di 31E315Ce47983114F236D0844Dc18Fed403F28A8 - 13-06-2016, Effettua il login o registrati per lasciare una recensione, Skuola.net News è una testata giornalistica iscritta al L'esterno venne sontuosamente decorato dopo la presa di Costantinopoli del 1204, con lastre di marmo, colonne policrome e statue di spoglio della capitale bizantina. Determinare lo stile degli edifici romantici è spesso reso difficile dall’apparire di una varietà di stili architettonici in una casa. ©2000—2021 Skuola Network s.r.l. Decine di pievi sparse nella campagna seguono gli stilemi pisani declinandoli in molte varianti ed adattandoli alla variabile disponibilità economica delle popolazioni del contado. Cattedrale di Tarragona: è risalente al 12° e 13° secolo, e combina elementi architettonici romanici e gotici. Più vicine a modelli germanici sono le chiese di Santa Maria Maggiore a Lomello (1025-1050) e di San Pietro al Monte a Civate (con doppia abside contrapposta). A Firenze tra XI e XII secolo si usarono alcuni elementi comuni al romanico pisano, ma con un'impronta molto diversa, caratterizzata da una serena armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Durante gli scavi delle fondamenta di Palazzo Mezzanotte, furono rinvenute le rovine di un Teatro Romano risalente all’età imperiale. ELEMENTI ARCHITETTONICI Volta a botte semplice (Francia), volta a crociera ... ELEMENTI ARCHITETTONICI Chiesa a navata unica: eccezione nell’architetturaromanica; Piantatipica:treocinquenavate:unacentrale, ... CAPITELLI ROMANICI Capitelli del chiostro dell’abbazia di Moissac. Il romanico in Molise si diffuse sicuramente, come in Abruzzo dal XII secolo, nella ricostruzione o nella fondazione dei monasteri maggiori, come ad esempio nella ristrutturazione dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno (risalente al VI secolo), oppure nella costruzione di chiese dentro le mura di città. Sant'Ambrogio,a Milano. L'isolamento stilistico di Sant'Ambrogio non doveva essere spiccato quanto oggi, rispetto all'epoca della ricostruzione, quando esistevano altri monumenti andati perduti o pesantemente manomessi nei secoli (come il duomo di Pavia, di Novara, di Vercelli, ecc.). Nei manoscritti miniati si vede una maggiore originalità, poiché è necessario raffigurare nuove scene. A seguito di scavi archeologici, effettuati dopo il 2000, si è riscontrato che le fondazioni sono ben due metri sopra il livello della pavimentazione romana, quindi se ne può dedurre che l'epoca d'impianto dell'edificio non è anteriore al IX secolo. Il romanico in Abruzzo si diffuse tra l'XI secolo e il XIV secolo. Nella Cappella Palatina venne realizzato un felice connubio tra impianto a croce greca per il presbitero e il corpo basilicale nella navata. Un esempio ancor più fedele ai modelli bizantini è la pianta a croce greca entro un quadrato della chiesa di San Claudio al Chienti (XI-XII secolo) o in San Vittore alle Chiuse a Genga (XI secolo) dove è presenta anche una cupola centrale e cinque absidi (tre sul fondo e due sui fianchi). Il paramento interno a marmi policromi, fortemente ispirato al Pantheon di Roma, venne comunque concluso all'inizio del XII secolo (i mosaici pavimentali sono datati 1209 e quelli della scarsella 1218), mentre la prima fase del rivestimento esterno deve risalire circa allo stesso periodo. Mito 120308 punti. seguendo un preciso schema modulare che si ripete sugli otto lati. di SuperGaara. Campanili (riferimento al mondo nordico): Il campanile di destra, detto dei monaci, risale all'VIII secolo e ha l'aspetto austero tipico delle torri di difesa. Il modello di questa chiesa venne ripreso anche nella chiese pavesi di San Teodoro e di San Pietro in Ciel d'Oro (consacrata nel 1132), e venne sviluppato nella cattedrale di Parma (fine XII-inizio XIII secolo) e in quello di Piacenza (iniziato nel 1206). Anche in Umbria alcune chiese mostrano influenze lombarde, sebbene combinate con elementi più classici desunti da vestigia antiche sopravvissute nella regione. L'architettura romanica in Sardegna ha avuto un notevole sviluppo e per un lungo periodo. Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, Palermo. Notevoli sono anche a Barletta la chiesa del Santo Sepolcro (di matrice borgognona) e la cattedrale (iniziata nel 1126). Un utile strumento per imparare gli elementi architettonici del gotico dall'abaco alla guglia, dall'arco rampante all'arco sesto acuto. Galleria immagine: Castel Coira. Si possono individuare alcune zone principali: La Lombardia, intesa come unità territoriale allora più ampia di oggi, comprendente Emilia e altre zone vicine, fu la prima regione a ricevere le novità artistiche dall'Oltralpe, grazie all'ormai secolare movimento di artisti lombardi in Germania e viceversa. Oltre alla direttrice verso est, l'influenza del romanico pisano seguì anche una direttrice verso sud (duomo di Volterra, duomo di Massa Marittima) assumendo caratteri in parte autonomi che hanno fatto parlare di romanico volterrano. Più o meno nello stesso periodo vennero rialzate le cupole, per essere visibili dall'esterno, e venne disegnata la piazza porticata di San Marco. Tuttavia l'impianto del dongione è sinonimo della aderenza al sistema fortilizio francese. Nella decorazione dei capitelli sono combinati elementi pre-romanici (come i motivi a intreccio) a soggetti più originali come rappresentazioni di animali o elementi vegetali. Appunto modestamente copioso sull'arte medievale romana, su quella gotica e su Giotto, grande pittore del tempo. Elementi architettonici; Storia di Palazzo Mezzanotte; Teatro Romano. Comunque gli influssi lombardi filtrati dall'Umbria vennero fecondati con l'ininterrotta tradizione classica: a Montefiascone con la chiesa di San Flaviano (inizio XII secolo), a Tarquinia con chiesa di Santa Maria a Castello (iniziata nel 1121), a Viterbo con più basiliche (Santa Maria Nuova, San Francesco a Vetralla, il duomo, San Sisto, San Giovanni in Zoccoli), tutte decorate probabilmente da maestranze lombarde che in alcuni casi parteciparono anche alla definizione dell'architettura. Evidente è nel Battistero di San Giovanni il senso del ritmo nella scansione dei volumi esterni, tramite l'uso di riquadri, lesene classicheggianti, archetti ciechi a tutto sesto ecc. Caratteristici sono elementi romanici, bizantini e islamici, semicircolari del primo Rinascimento e l’uso di potenti piazze intonacate di aperture cave islamiche. 10404470014, Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni. A Venezia il capolavoro architettonico di questo periodo fu la costruzione della basilica di San Marco. A tre navate prive di transetto e con tre absidi, era coperta anticamente da capriate lignee, che vennero sostituite con volte a crociera soltanto nel XV secolo. Sebbene rifatto in più epoche, il mastio eretto a Paternò costituisce il thopos del sistema di controllo e di difesa dei territori appena conquistati. Le navate, tre per braccio, sono divise da colonnati che confluiscono verso i massicci pilastri che sostengono le cupole; essi non sono realizzati come blocco unico di muratura ma articolati a loro volta con quattro pilastri e una cupoletta. All'interno la pianta è longitudinale, e vi si trovano dei capitelli con elementi pre-romanici. Un'altra differenza che si può vedere è che le strutture gotiche erano molto alte e puntate verso il cielo. Le influenze siciliane sono evidenti soprattutto nella resa dei dettagli negli esterni, ma in particolare nella distribuzione spaziale degli interni. arcate cieche e delle loggette pensili, ispirate all'architettura lombarda, Nella fascia territoriale de L'Aquila, nonché nel capoluogo stesso, dal XIII secolo si sviluppò un romanico particolare, ancora oggi ammirabile nella maggior parte delle facciate delle chiese principali, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, edificata nel 1287 per volere di Celestino V[10], con la caratteristica facciata a tre rosoni, e mattonelle bicrome in rosso e bianco, che rappresentano i colori civici della città[11],seguita dalla chiesa di Santa Maria Paganica, la chiesa di San Pietro a Coppito, la chiesa di San Marciano, la chiesa di Santa Giusta[12] (le quattro chiese maggiori dei rispettivi rioni storici) e la chiesa di San Silvestro, benché tali facciate delle chiese sparse nel rioni della città e nei borghi circostanti della conca vestina siano dozzine e dozzine. Molti dei centri monastici avevano una funzione di hospitium, cioè di centro di accoglienza per pellegrini e viandanti in genere, posti non solo lungo la via Francigena, ma anche lungo numerosi altri percorsi sulla direttrice nord-sud, come le chiese poste sul Montalbano (San Giusto, San Martino in Campo), o quelle verso i vari valichi appenninici (San Salvatore in Agna, badia di Montepiano). Quest'ultima è un importante sincresi stilistica con il bizantinismo coevo, insieme alla Cappella Palatina nel Palazzo dei Normanni (1143), citato tanto nei mosaici, quanto nei marmi intarsiati a cosmatesche nei pavimenti e nel primo registro delle pareti. A Salerno sono notevoli le opere di mosaici e intarsi cosmateschi con influenze islamiche. A Pistoia l'uso del marmo verde di Prato abbinato in fasce alternate al marmo bianco creò effetti di vibrante bicromia (chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, XII secolo) così come nel duomo di Prato. I beni architettonici vanno preservati e conservati per le future generazioni! Nelle architetture isolane sono quindi riscontrabili influenze toscane, lombarde e transalpine. Il termine 'romanico' venne usato per la prima volta nel 1818 dall'archeologo francese De Gerville per definire il carattere neolatino dell'architettura di questo periodo. Tuttavia l'interpretazione del romanico come rinascita della sapienza costruttiva romana e, conseguentemente, della spazialità dell'architettura imperiale non è accettata da tutti, ed è stata avanzata anche l'interpretazione dell'architettura romanica come derivazione dell'architettura biza…

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